Ragusa 21 Dicembre 2013

street art music fest

Ha avuto grande successo ed apprezzamento il contest “Street art music fest” che si è svolto sabato scorso a piazza San Giovanni. Tantissimi i giovani che si sono cimentati nell’arte dei writers, utilizzando delle sagome a forma di albero di Natale che sono state esposte tutto il giorno davanti al sagrato della Cattedrale. Una città viva, come non si vedeva da tempo, che vuole trovare proprio nei giovani la speranza per un futuro migliore.“E mi dispiace – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Ragusa, Stefania Campo – leggere in questo senso critiche dell’opposizione, pur sapendo che nessuno ha partecipato a nessun evento nemmeno nei giorni di Natale. I giovani sono la parte più importante della nostra città. E nel modello di città a cui noi aspiriamo ci deve essere spazio per tutti. Detto questo, si è trattato di un solo appuntamento, inserito in un contesto assai più ampio, dove abbiamo voluto dare spazio anche all’arte giovanile che, non si capisce per quale motivo, non debba essere valorizzata anche nel periodo natalizio.Gli spettacoli che stiamo offrendo sono di grande qualità culturale e, tra l’altro, gli eventi non sono terminati con i giorni di natale, dato che, per esempio, ci avviamo verso il concerto del 31, organizzato a piazza San Giovanni, che vedrà l’esibizione dei Baciamo le mani e di Radio Zammara e Surfarata dj set. Forse, prima di avanzare critiche, si dovrebbe aspettare di potere avere una visione globale di quello che vuole essere il nostro cartellone che proseguirà fino al 6 gennaio”.Intanto, oggi, a partire dalle 18,30, è in programma l’esibizione della Tinto Brass Street Band, con un concerto itinerante per il centro storico, mentre domani sera alle 21,00 a pizza San Giovanni, sarà la volta de “Ipercussonici”, band che, pur presentando chiare radici nella tradizione folk siciliana, fonde generi e culture musicali anche molto distanti tra loro, concettualmente e geograficamente, tra ritmi, strumenti e sonorità provenienti da svariate culture tradizionali, filtrate attraverso influenze metropolitane come blues, rock, reggae, drum and bass ed elettronica. La strumentazione prevede l'elettrificazione del marranzano, percussioni della poliritmia westafricana, il didjeridoo degli aborigeni australiani. Domenica, 29 gennaio, sarà invece la volta de “I beddi”, che si esibiranno nel cortile della Prefettura a partire dalle 18,00.


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